
Era da un po’ che non mi capitava di perdere la cognizione del tempo, l’attenzione alla realtà, di non sentire né fame né sete, ma solo le sensazioni direttamente indotte dalla lettura…
La tredicesima storia mi ha rapita e mi ha trasportata ad Angelfield nella residenza dell’omonima famiglia, in un equilibrio mentale incerto, precario, in una storia del passato raccontata attraverso una storia nel presente…tra personaggi che furono e altri che non sanno chi sono…
Angelfield, la grande casa che cade a pezzi, e i suoi abitanti mi appaiono attraverso gli occhi di Margaret Lea, giovane biografa dilettante, ma soprattutto gemella amputata…e i suoi occhi diventano i miei mentre la nota scrittrice Vida Winter dipana la fitta ragnatela di ricordi dolorosi e segreti inconfessabili e le…mi racconta la verità…
Non aggiungerò altro perché questo è un libro che va letto e, come direbbe Vida Winter, esiste un inizio un centro e una fine, un ordine logico che non può essere infranto attraverso nessuna anticipazione…
Buona lettura, ne vale la pena!
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